Estero,  Immobili,  Mercato

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di Gerardo Paterna – advisorprofessional.it

Desta sempre più curiosità l’acquisto di immobili all’estero e con essa anche l’offerta si arricchisce di destinazioni possibili. Un tempo appannaggio per pochi selezionati investitori, nell’ultimo ventennio acquistare casa oltre confine è diventato alla portata di molti piccoli risparmiatori.

Che dimensioni ha questo tipo di mercato e quali sono le mete più gettonate? Per darvi risposte affidabili, ho coinvolto per questo appuntamento un operatore specializzato nel mercato estero, Gianluca Santacatterina,CEO di Luxury and Tourism (http://www.luxuryandtourism.com/), la cui esperienza renderà più semplice prendere confidenza con questa realtà.

Negli ultimi 5 anni, le compravendite all’estero sono aumentate di oltre il 20%. Dopo una lieve frenata nella prima parte del 2012, il trend di acquisti è diventato più intenso e con prospettive di crescita. Nel primo semestre 2013, le famiglie italiane hanno acquistato quasi 19mila appartamenti oltre frontiera.
Il flusso di acquisti dovrebbe registrare un’ulteriore crescita nella seconda parte dell’anno, sia per l’effetto “traino” degli investimenti effettuati nel periodo estivo, che per le aspettative di una lieve ripresa economica ed immobiliare. La previsione, secondo Scenari Immobiliari, è che il 2013 si concluderà con circa 42mila acquisti, pari ad un aumento del 5,5% sul 2012.

Cosa spinge l’italiano ad acquistare casa all’estero?

Qui entrano in gioco una serie di fattori, il mattone infatti resta nel DNA dell’italiano, come pure la ricerca di rendita economica e di tassazione favorevole.

Oltre confine quindi, rispetto all’Italia, è possibile ritrovare:
1) soglia di accesso all’investimento immobiliare più basso: da euro 25-30.000, cifra che in Italia permette (forse) l’acquisto di un garage;
2) redditività interessante (minimo netto del 4,5%);
3) fiscalità più chiara, tassazione e spese di acquisto molto contenute.

Dove rivolgere la propria attenzione per l’acquisto?

Negli anni sono molto cambiati i flussi degli investitori: vent’anni fa si acquistava in Francia, qualcuno si spingeva anche in Spagna; dieci anni fa c’è stato il boom dell’Egitto (Mar Rosso) e poi oltre oceano con Stati Uniti e Caraibi e, negli Emirati Arabi, Dubai.
Quindi è avvenuto un processo di maturazione che ha permesso agli italiani un ampliamento del proprio orizzonte di investimento, liberandoli dal vincolo della “distanza geografica”.

Oggi le destinazioni possibili si sono letteralmente moltiplicate, tuttavia è bene investire in paesi che abbiano già raggiunto stabilità politica e sociale e dove la crescita economica sia costante, cercando di evitare aree troppo sensibili a bolle speculative.

Come in ogni ambito di investimento, anche l’acquisto immobiliare all’estero deve rispondere alle esigenze e alle aspettative del singolo investitore. Scegliere un consulente responsabile tutelerà il vostro cliente/risparmiatore in una scelta consapevole e un acquisto senza brutte sorprese.
di Gerardo Paterna

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