Anti Fragile
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Diventa anti-fragile con la Mutua

Come organizzarsi per costruire un futuro stabile, sereno, sicuro e libero grazie alla Mutua.

L’obiettivo generico, più o meno consapevole, che attribuiamo alla parola risparmio e al suo accumulo è quello che ci consente di ottenere sicurezza e libertà.

Fino a una decina di anni fa il desiderio di raggiungere sicurezza e libertà coincideva con al pensione

Andare in pensione significava avere l’autorizzazione dallo Stato di smettere di lavorare e iniziare a percepire una rendita vitalizia.

Ma il concetto di pensione era completamente sballato.

E lo è anche oggi.

Per pensione, si intendeva quella fase in cui lo Stato ti autorizzava a smettere di lavorare, e iniziava a pagarti una rendita vitalizia.

Oggi ragionare in questi termini, è una follia economica totale.

Mi dispiace se qualcuno non è d’accordo a considerarla una follia, ma come definire altrimenti la situazione di chi versa 20 o 30 anni di contributi per poi incassare una pensione per 40 anni?

Come definire altrimenti la situazione di chi avrà versato 100.000 € e ne incasserà 1 milione?

E’ stato soltanto un modo per elargire soldi pubblici in una fase di pieno assistenzialismo malato.

Oggi ne paghiamo le conseguenze, dovendo andare in pensione a 70 anni con la metà dell’ultimo reddito

Ma perché la “pensione tradizionale” rappresentava sicurezza e libertà?

Perché si aveva la libertà di percepire entrate senza dover “lavorare”, e conseguentemente si aveva la libertà di usare il proprio tempo per altro.

Oggi, questa posizione di sovranità finanziaria (sicurezza + libertà) va raggiunta con le proprie risorse.

Questa grande evoluzione del concetto di “pensione” è insieme una buona, e una cattiva notizia.

La cattiva notizia è che dovremo pensarci noi.

Libertà significa responsabilità!

Responsabilità sul nostro corpo, sulla nostra salute, sulle nostre relazioni, sulla nostra istruzione e sulla nostra carriera.

Così come anche la responsabilità sui nostri soldi.

La buona notizia è che, al contrario, responsabilità significa guadagnare libertà.

E quindi, che si fa dopo aver conquistato questa posizione di forza, possibilmente non a 70 anni?

Potrei suggerirvi solo qualche alternativa, perché ciò che farei io è diverso da ciò che fareste voi.

Voglio solo ricordarvi però che la libertà comporta anche la responsabilità e che anche se non ne siamo pienamente consapevoli, le motivazioni profonde che cerchiamo quando risparmiamo sono due:

  • Comprare sicurezza.
  • Comprare libertà.

In che modo un capitale-patrimonio può offrire sicurezza e libertà?

Quanto dovrebbe essere grande questo patrimonio per offrirmi sicurezza e libertà?

Un capitale da solo rischia di garantirti una libertà e una sicurezza effimera che in alcuni casi potrebbe essere destinata anche a durare poco.

È ampiamente dimostrato che il grado di serenità e tranquillità di una persona non è dato dai risparmi posseduti.

La prima cosa da fare per sentirsi veramente liberi e sicuri è diventare antifragili.

Non dobbiamo permettere che eventi esterni (siano essi imprevedibili, rari, prevedibili o semplici dinamiche razionalmente probabili) ci mettano in ginocchio.
Punto!

Queste cose, nel corso degli ultimi 40 anni, le abbiamo delegate a:
1. Servizio Sanitario Nazionale
2. Scuola pubblica
3. INPS

Come abbiamo detto prima, quel momento storico è finito. Non tornerà mai più
 Questo cambiamento epocale sta creando un vero dramma.

  • I posti letto disponibili nel Sistema Sanitario Nazionale sono crollati del 50% rispetto al 1996.
  • L’80% delle aziende ospedaliere e ambulatoriali, denuncia attrezzature e macchinari con una vita media di 10 anni.
  • Nei prossimi 10 anni perderemo 47mila camici bianchi
  • Nel 2018 le infezioni prese in ospedale hanno causato oltre 50.000 morti.
  • La spesa media annua procapite per cure mediche è di 650 euro.
  • Il costo giornaliero di un posto letto è di circa 850 euro.
  • Nel 2017 gli italiani hanno avuto una “spesa out of pocket” e quindi pagato di tasca propria, 150 milioni di euro per esami e visite mediche non rimborsate dal Servizio Sanitario.
  • 7 milioni di persone hanno dovuto contrarre debiti per far fronte alle cure.
  •  2,8 milioni di cittadini sono riusciti ad evitare un ulteriore indebitamento per le cure solo perché hanno “venduto casa o hanno svincolato risparmi” (fonte Censis)
  • Il 68% dei lavoratori ha dovuto assentarsi dal posto di lavoro per recarsi presso strutture sanitarie pubbliche, perché chiuse in orari non lavorativi. 
  • I posti nelle RSA sono 365.000 mentre i malati sono 3 milioni.
  • L’80% delle persone che accedono quotidianamente ad internet effettuano ricerche sulla salute.

Ecco perché, la prima cosa da fare, indipendentemente ma proporzionalmente ai capitali posseduti, è mettersi al riparo da eventi imprevedibili, rari, o razionalmente probabili che possono metterci in ginocchio.

Le Società Generali di Mutuo Soccorso, conosciute come “Mutua”, svolgono questa fondamentale funzione.

Decidendo di delegare il rischio finanziario di un evento ad una mutua si possono coprire 4 grandi aree:

  • Prevenzione
  • Salute
  • Assistenza
  • Sostegno

Spesso le assicurazioni vengono equiparate alla Mutua ma, pur essendoci delle analogie, nel contratto assicurativo si trasferisce, a fronte di un premio, il rischio di pagare le spese sanitarie conseguenti un evento patologico, in capo all’assicuratore il quale lo assume con l’aspettativa di ricavare un profitto.

Nella Mutua Sanitaria, invece, noi Soci, attraverso il versamento di un contributo associativo, partecipiamo alla costruzione di un fondo che servirà per offrire aiuto e tutela economica a chi di noi si troverà nella necessità di affrontare delle spese mediche, visite specialistiche, interventi chirurgici, ricoveri ospedalieri e tanto altro.

Pertanto il rischio di sostenere spese sanitarie viene suddiviso tra tutti i soci (non clienti) secondo il principio del mutuo soccorso e della reciproca solidarietà.

La Mutua è un ente “no profit” il che significa che una volta pagati tutti i costi, l’utile non viene diviso, ma riorganizzato e messo a disposizione per perseguire le finalità statutarie e quindi ritorna all’assistito sotto forma di prestazioni, servizi o garanzie future.

Oltre a versare il contributo alla Mutua chiediamo ai nostri soci di aiutarci nel far “proselitismo” per ampliare la base associativa, facendosi promotore della nostra Mission.

Un altro aspetto non trascurabile a vantaggio della mutua è quello fiscale. I piani di sanità integrativa beneficiano della detrazione fiscale pari al 19% su un tetto massimo di contributo pari a € 1.300,00 (art.83 c.5 dlgs 117/17) mentre, per le aziende che li adottano a titolo di welfare, la detrazione si trasforma in deduzione fiscale.

Insieme possiamo sopperire alle carenze dei servizi di stato ed auto-organizzarci per costruire un futuro anti-fragile, fatto di stabilità, sicurezza, serenità e libertà.

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