Immobili in Croazia. Un sogno che può diventare realtà.

Investire in immobili in Croazia

Dopo mesi di contatti, approfondimenti, viaggi, trattative e accordi, sono in grado di presentarvi ufficialmente una nuova interessante area geografica nella quale, posso accompagnarvi ad investire in immobili:

La Croazia

Bandiera Croazia

Per farlo ho stretto accordi commerciali e di collaborazione con il numero uno del settore immobiliare Croato:

Amir Subasic

Amir Subasic
 

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I privati investono nel mattone estero

La corsa all’acquisto di immobili all’estero non si ferma.

Il mattone estero, sta diventando la nuova frontiera dell’investimento immobiliare?

L’insopportabile pressione fiscale,l’incertezza su future probabili tassazioni e il clima di sfiducia stanno sempre più opprimendo il settore immobiliare italiano.

Il mattone è sempre stato il motore dell’economia italiana ma ad oggi è un motore senza benzina.

A questa critica situazione, si aggiungerà la revisione catastale in atto. Passeremo dai vani ai metri quadri e per molti proprietari si prospettano rincari ulteriori della tassazione.

Anche il decreto Sblocca Italia sembra non sortire gli effetti sperati dal governo. Si pensa, che solo in pochi beneficeranno della normativa e quei pochi saranno i costruttori e non il mercato immobiliare nel suo complesso.

I privati scappano dal mattone cercando di dismettere questo asset e sono praticamente introvabili nuovi acquirenti.

Parallelamente a questo scenario è in fortissima crescita l’investimento in immobili all’estero.

Si stima che ogni anno “esportiamo” una città delle dimensioni di Pisa e che nell’arco di qualche anno si arriverà alle dimensioni di Torino.

Dove acquistare un immobili all'estero

Il mattone estero,contrariamente a quanto potrebbe sembrare, diventa alla portata di chiunque. Le soluzioni sono praticamente infinite e i prezzi sono abbordabili anche da piccoli risparmiatori.

 

Si possono scegliere le gettonate capitali europee o le acque cristalline con spiagge bianche di qualche paradiso tropicale.

 

Scegli dove acquistare un immobile all'estero

Si può scegliere una destinazione per il ritorno reddituale oppure per goderne in determinati periodi dell’anno o addirittura per delocalizzare la propria vecchiaia.

La migliore modalità per valutare un eventuale investimento nel mattone estero è quella di affidarsi ad un Property Finder specializzato, affidandogli un mandato di ricerca più personalizzato possibile.

Il compito del Property Finder sarà proprio quello di evitare perdite di tempo e denaro al potenziale cliente, perché tutta la fase di scrematura e selezione fa parte del suo specifico compito. Al cliente verranno sottoposte pochissime soluzioni, talvolta anche una soltanto, ma con tutti i requisiti richiesti, nessuno escluso.

Non ci sono più alibi per non prendere in considerazione un investimento nel mattone estero.

Negli ultimi dieci anni il mondo si è ribaltato, molti equilibri si sono rotti, molte aperture ci sono state e il progresso unito alla tecnologia ha aperto nuove frontiere e nuove importanti opportunità di investimento. Rivedere i propri asset alla luce di tutto questo non solo è opportuno ma anche indispensabile.

 

Guido Bartolomei

 

 

 

 

La tassa sugli immobili all’estero, è discriminatoria? La UE Indaga

La Commissione Europea, Sta Indagando Per  Capire Se L’imposta Sugli Immobili Detenuti All’estero Viola Gli Accordi Sulle Doppie Imposizioni. Le continue modifiche apportate dalla politica a questa tassa,stanno rallentando il lavoro della commissione, ma i risultati non dovrebbero farsi attendere molto. Ricordiamo per sommi capi cos’è l’ivie. Le persone fisiche residenti in Italia che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare l’Ivie (Imposta sul valore degli immobili situati all’estero). L’imposta è dovuta dai:

  • proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali per natura o per destinazione destinati ad attività d’impresa o di lavoro autonomo
  • titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi
  • concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali
  • locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria.

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casa In italia

Sai che c’è una nuova stangata su chi compra casa in Italia?

Governo, ecco la stangata su chi compra casa in Italia – Liberoquotidiano.it
27 Dicembre 2013

Il governo fa cassa con la casa. Come se non bastassero le imposte sugli immobili, ecco che arriva pure il prelievo sulle somme versate per l’acquisto delle case. Il trucco, studiato da palazzo Chigi e da via XX settembre riguarda tuttte le transazioni per l’acquisto degli immobili. In un articolo del maxiemendamento che approda in Aula viene ribaltata la compravendita immobiliare. Di fatto l’erario incasserà una bella sommetta su tutte le transazioni che ci saranno tra acquirente e venditore dell’immobile.

Il trucco – Ecco come: Il maxiemendamento prevede che il notaio versi presso un conto corrente la somma che l’acquirente deve pagare per l’immobile, gli onorari dovuti allo stesso professionista e anche le eventuali somme per estinguere le spese condominiali. Il denaro resterà lì fino a quando il contratto non sarà trascritto dal notaio. Quindi, se i tempi non cambieranno, da una settimana fino a 30 giorni, che è il limite massimo previsto dalla legge. Il governo dovrà chiarire, come racconta il Giornale se il conto corrente sarà aperto direttamente dal notaio o se sarà un conto unico per tutti. Ma resta una certezza: gli interessi maturati  sul conto non andranno né al venditore né al compratore, ma alimenteranno “i fondi di credito agevolato” destinati “ai finanziamenti alle piccole e medie imprese”. Insomma i soldi per comprare le case resteranno per un po’ di tempo in una sorta di limbo su cui il governo potrà guadagnare un bel pò di interessi. Così gli immobiliaristi protestano e puntano il dito contro il governo: I nuovi obblighi “rallenteranno ulteriormente il mercato immobiliare”, già in sofferenza. Ma al governo interessa far cassa. Con buona pace del mercato immobiliare.

Compravendite immobiliari: Dal primo gennaio scattano le nuove imposte. Conosciamole ..

Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi

Dal 1° gennaio 2014 scattano le nuove norme sulla tassazione dei trasferimenti immobiliari. Vediamo nel dettaglio le nuove imposte immobiliari: si abbassa l’imposta di registro per l’acquisto della prima casa dal 3 al 2% (ma con un minimo di mille euro); b) ogni altro trasferimento immobiliare a pagamento verrà invece tassato con l’aliquota del 9% (oggi si spazia dal 3 al 15%, a seconda dei casi), anche qui con un minimo di mille euro; faranno eccezione i conferimenti di immobili strumentali in società (non imponibili a Iva), che rimarranno soggetti all’attuale aliquota del 4 per cento.

Inoltre, in tutti i casi in cui si applicheranno queste nuove aliquote del 9 e del 2 per cento:a) le imposte ipotecaria e catastale saranno dovute nella nuova misura fissa di 50 euro ciascuna (al di fuori di questo perimetro, tutte le attuali imposte fisse di 168 euro – e quindi, l’imposta fissa di registro e ogni altra imposta fissa ipotecaria e catastale – saranno dovute nella nuova misura di 200 euro);b) si avrà esenzione completa dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.In questi giorni è ricorrente tra gli addetti ai lavori l’argomento dell’individuazione degli atti ai quali si applicheranno le nuove regole di tassazione, poiché la nuova legge tace sul punto. Se sicuramente le nuove norme si applicheranno agli atti stipulati nel 2014, un margine di dubbio rimane per gli atti stipulati nel 2013 e che siano presentati per la registrazione nel 2014. Dagli stessi uffici delle Entrate arrivano risposte contrastanti: ad esempio, a Milano 2 si sostiene che si fa riferimento alla data di registrazione mentre Milano 1 afferma che si deve guardare alla data di stipula. Continua a leggere…